Quando si parla di prestazione sportiva, l’attenzione viene generalmente rivolta alla preparazione atletica, alla forza muscolare, alla mobilità, alla tecnica e al recupero. Esiste però un altro elemento che può avere un ruolo nell’equilibrio complessivo dell’organismo: il rapporto tra mandibola, articolazioni temporo-mandibolari, muscoli masticatori e strutture muscolo-fasciali coinvolte nella postura.
È in questo ambito che si inserisce la gnatologia sportiva, una disciplina che applica le conoscenze gnatologiche alla valutazione dell’atleta, con particolare attenzione alla funzionalità dell’apparato stomatognatico e alle sue possibili relazioni con tensioni muscolari, postura, coordinazione e comfort durante l’attività fisica.
La gnatologia è la branca dell’odontoiatria che studia il funzionamento dell’apparato stomatognatico, cioè l’insieme delle strutture che permettono movimenti come apertura e chiusura della bocca, masticazione, deglutizione e fonazione. Lo gnatologo si occupa in particolare dei rapporti tra denti, mandibola, mascella, articolazioni temporo-mandibolari, muscoli masticatori e strutture correlate. L’obiettivo è verificare che questi elementi lavorino nel modo più equilibrato possibile e individuare eventuali disfunzioni.
Nell’ambito della riabilitazione odontoiatrica neuro mio fasciale, il paziente viene osservato considerando non soltanto il contatto tra i denti, ma anche il comportamento muscolare e fasciale e l’interazione funzionale tra le diverse strutture coinvolte. Quando questa impostazione viene applicata allo sportivo si parla, appunto, di gnatologia sportiva.
L’atleta rappresenta infatti un soggetto particolare: durante l’attività fisica il corpo viene sottoposto a carichi, accelerazioni, cambi di direzione, contrazioni muscolari intense e gesti ripetuti. Anche la mandibola può essere interessata da questi meccanismi. Durante uno sforzo elevato, per esempio, è frequente che una persona tenda a serrare involontariamente i denti. Per questo motivo eventuali disfunzioni preesistenti dell’apparato stomatognatico possono diventare più evidenti proprio durante l’attività sportiva.
Uno degli aspetti più interessanti della gnatologia nello sport riguarda la possibilità di valutare se la mandibola e i muscoli masticatori stiano lavorando in condizioni funzionali adeguate anche durante uno sforzo fisico.
L’obiettivo principale della visita gnatologica non è quello di promettere automaticamente un aumento della forza o della prestazione atletica. La finalità più corretta è individuare eventuali disfunzioni che potrebbero generare dolore, tensioni o compensi muscolari e cercare di ristabilire condizioni più favorevoli al funzionamento dell’organismo.
Molti sportivi serrano i denti durante gli esercizi particolarmente intensi. Può accadere durante il sollevamento pesi, negli sport di combattimento, nella corsa nelle fasi di massimo sforzo oppure durante movimenti che richiedono grande concentrazione.
Il serramento occasionale non rappresenta necessariamente una patologia. Quando però diventa molto intenso o si associa a bruxismo, dolore o disfunzioni delle articolazioni temporo-mandibolari, può provocare un sovraccarico dei muscoli masticatori.
Una corretta valutazione gnatologica dello sportivo può aiutare a riconoscere queste situazioni e a stabilire se sia necessario intervenire.
Dolore mandibolare, difficoltà nell’apertura della bocca, tensione dei muscoli del viso o cefalea possono diventare particolarmente fastidiosi durante l’allenamento.
La gestione di una eventuale disfunzione temporo-mandibolare può quindi migliorare il comfort dello sportivo e permettergli di svolgere l’attività fisica senza essere condizionato continuamente dal dolore.
In questo senso il beneficio sulla prestazione è soprattutto indiretto: un atleta che riesce ad allenarsi senza dolore o tensioni eccessive può concentrarsi maggiormente sul gesto sportivo.
Mandibola, muscoli masticatori e distretto cervicale fanno parte di un sistema anatomico complesso. Una disfunzione dell’apparato stomatognatico può accompagnarsi in alcuni pazienti a tensioni cervicali o adattamenti muscolari.
Questo non significa che correggere l’occlusione dentale permetta automaticamente di correggere la postura dell’intero organismo. Il rapporto tra occlusione e postura è complesso e deve essere valutato individualmente.
Nella gnatologia sportiva lo gnatologo può verificare se esistono alterazioni funzionali del distretto mandibolare che meritano trattamento e, quando necessario, collaborare con fisioterapisti, osteopati, medici dello sport, fisiatri e altri professionisti che seguono l’atleta.
Stress psicofisico, concentrazione, allenamenti intensi e abitudini individuali possono favorire in alcune persone fenomeni di serramento o bruxismo.
Uno sportivo che già soffre di bruxismo può inoltre sottoporre le strutture mandibolari a ulteriori sollecitazioni durante l’allenamento. La valutazione gnatologica permette di analizzare i segni di sovraccarico e di individuare il percorso più appropriato, evitando che il problema venga affrontato esclusivamente quando il dolore è già diventato importante.
Uno degli strumenti maggiormente associati alla gnatologia è il bite dentale, ma è importante comprendere che non tutti i dispositivi utilizzati in bocca hanno la stessa funzione e soprattutto che un dispositivo gnatologico dovrebbe essere realizzato sulla base di una diagnosi specifica.
In ambito gnatologico può essere impiegato, per esempio, per modificare temporaneamente i contatti dentali, ridurre determinati sovraccarichi, proteggere le superfici dentali in caso di bruxismo oppure aiutare il professionista nella gestione di alcune disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare e della muscolatura masticatoria.
Nella gnatologia sportiva, la progettazione del dispositivo deve tenere conto anche delle caratteristiche dell’attività praticata dall’atleta. Un bite gnatologico non deve essere confuso con il normale paradenti sportivo.
Il paradenti viene utilizzato soprattutto negli sport di contatto per proteggere denti e tessuti della bocca da traumi. È particolarmente comune nella boxe, nelle arti marziali, nel rugby e in altre discipline in cui esiste il rischio di impatti al viso.
Il dispositivo gnatologico, invece, nasce principalmente da un’esigenza funzionale e viene progettato dopo avere studiato la situazione occlusale e muscolare del paziente.
In alcune circostanze le diverse necessità devono essere valutate contemporaneamente. Un atleta che pratica sport di contatto e presenta anche una disfunzione temporo-mandibolare, per esempio, necessita di una valutazione particolarmente accurata.
Per questo è sconsigliabile scegliere autonomamente i due dispositivi standard acquistati senza una valutazione specialistica quando l’obiettivo è affrontare sintomi quali dolore mandibolare, bruxismo o disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare. Un dispositivo non adeguato potrebbe risultare inutile, poco confortevole oppure modificare in modo indesiderato i contatti tra i denti. Prima di prescrivere un eventuale bite lo gnatologo valuta quindi la situazione individuale e stabilisce se il dispositivo sia realmente indicato.
Lo gnatologo è un odontoiatra che applica le competenze della gnatologia anche alla valutazione di persone che svolgono attività fisica, sia a livello amatoriale sia agonistico.
Durante la visita viene generalmente raccolta un’anamnesi approfondita per comprendere quali siano i sintomi presenti, quando compaiano e se esista una relazione con allenamenti, competizioni o particolari movimenti.
Lo specialista valuta quindi la mobilità mandibolare, i muscoli masticatori, le articolazioni temporo-mandibolari e i rapporti occlusali. Particolare attenzione può essere riservata a sintomi come dolore alla mandibola durante o dopo l’allenamento, affaticamento dei muscoli masticatori, serramento dei denti sotto sforzo, bruxismo, cefalea ricorrente, rumori articolari, limitazione nei movimenti mandibolari oppure tensioni cervicali associate.
Nell’approccio neuro mio fasciale, inoltre, l’analisi considera le relazioni funzionali tra sistema nervoso, muscoli, fasce e apparato stomatognatico, cercando di individuare eventuali compensi senza limitarsi esclusivamente all’osservazione statica della chiusura dei denti.
Uno degli aspetti fondamentali della gnatologia applicata allo sport è la collaborazione multidisciplinare. La prestazione atletica dipende infatti da moltissimi fattori e sarebbe scorretto attribuire allo stato dell’occlusione qualsiasi problema di equilibrio, postura o rendimento sportivo. Quando necessario, lo gnatologo può quindi confrontarsi con il medico dello sport, il fisioterapista, il preparatore atletico o altri specialisti coinvolti nel percorso dell’atleta. Questo permette di distinguere i disturbi realmente riconducibili all’apparato stomatognatico da quelli che hanno un’origine differente e richiedono altre competenze.
La gnatologia sportiva permette di osservare un aspetto spesso trascurato nella valutazione dello sportivo: il funzionamento dell’apparato stomatognatico durante una condizione di elevata richiesta muscolare.
Mandibola, articolazioni temporo-mandibolari e muscoli masticatori non funzionano isolatamente. Fanno parte di un sistema complesso che può interagire con altre strutture muscolo-fasciali, in particolare nel distretto cranio-cervicale.
Per questo motivo, quando sono presenti dolore, serramento, bruxismo o disturbi mandibolari, può essere utile rivolgersi a uno specialista in gnatologia per comprendere se esista una disfunzione e quale sia il modo più corretto di affrontarla.
L’obiettivo della gnatologia nello sport non dovrebbe essere quello di cercare scorciatoie per migliorare artificialmente la prestazione, ma di mettere l’atleta nelle migliori condizioni funzionali possibili, intervenendo sulle problematiche dell’apparato stomatognatico quando realmente presenti. Un approccio personalizzato, supportato da una valutazione clinica approfondita e, quando necessario, dalla collaborazione con altri professionisti sanitari, consente di affrontare il problema in modo più completo e consapevole.
Per uno sportivo che avverte dolore alla mandibola, tensioni durante l’allenamento, serramento dentale o disturbi delle articolazioni temporo-mandibolari, una visita di gnatologia sportiva può rappresentare quindi il primo passo per comprendere l’origine del problema e individuare il percorso terapeutico più adatto.
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