GNATOLGIA

Disfunzioni Temporo Mandibolari

La Dottoressa Paola Miglietta vanta un’esperienza ventennale nel campo della gnatologia neuro mio fasciale.

Le disfunzioni temporo mandibolari (TMD), conosciute anche come disordini temporo mandibolari, sono un gruppo eterogeneo di alterazioni anatomiche e funzionali che colpiscono le articolazioni temporo mandibolari (ATM), cioè le due articolazioni con le quali la mandibola si articola con il cranio.

Ad eccezione di casi rari in cui la problematica nasce da un’anomalia primitiva delle strutture scheletriche o dei casi di danno da trauma diretto sul distretto cranio cervico mandibolare, le disfunzioni temporo mandibolari sono il prodotto di alterazioni della bocca e del suo funzionamento che a lungo andare finiscono con sovraccaricare le strutture articolari, provocandone un danno anatomico e funzionale.

ANATOMIA DELLE ATM

Da un punto di vista anatomico le articolazioni temporo mandibolari assomigliano molto all’articolazione del ginocchio. Sono doppie, una per lato, e sono costituite da una cavità articolare dell’osso temporale nella quale alloggia e si muove il condilo mandibolare, cioè la parte finale del ramo mandibolare. Tra queste due strutture ossee è presente un disco di fibrocartilagine, chiamato menisco articolare, il cui compito è quello di accompagnare il condilo nei suoi movimenti, proteggendo così le parti scheletriche da eventuali danni da scorrimento. La posizione corretta del menisco è garantita dalla tensione bilanciata di due legamenti, anteriore (lamina elastica retrodiscale) e posteriore (fascio superiore del muscolo Pterigoideo esterno) i quali, con la loro tensione, fanno in modo che il menisco si muova sempre insieme al condilo mandibolare.

INCOORDINAZIONE CONDILO MENISCALE DELLE ATM

È la condizione patologica che si verifica quando il condilo ed il menisco smettono di muoversi insieme. In questa condizione viene a mancare il bilanciamento equilibrato della tensione dei due legamenti che tengono il menisco nella corretta posizione. L’incoordinazione condilo meniscale presenta due livelli successivi di gravità: 

Dislocazione del disco con ricottura (internal derangement with reduction): in seguito ad una perdita di tensione dei legamenti, il menisco si muove in ritardo rispetto al condilo. Questo caso è caratterizzato dalla presenza di rumori articolari, i click articolari, che si manifestano durante i movimenti mandibolari. 

Dislocazione anteriore del disco senza ricattura (internal derangement without reduction). É una fase più avanzata, anche conosciuta come blocco mandibolare, nella quale il menisco articolare è completamente anteriorizzato rispetto al condilo. A causa delle alterazioni anatomiche del disco, questa condizione ha un carattere permanente. Il sintomo clinico è la riduzione dell’ampiezza di apertura della bocca in assenza di click. Col passare del tempo, il mal funzionamento dell’articolazione porterà a processi degenerativi sia a carico dell’ATM in blocco sia a carico dell’articolazione controlaterale.

LUSSAZIONE O SUBLUSSAZIONE MANDIBOLARE

È una condizione nella quale, a seguito di un danno dei legamenti temporo mandibolari e della capsula articolare o in seguito a un’alterazione anatomica dei capi scheletrici, durante l’apertura della bocca il condilo mandibolare supera il tubercolo articolare. Tale condizione si accompagna ad un sonoro schiocco. Quando la lussazione interessa entrambe le ATM il paziente, dopo una massima apertura, va in blocco mandibolare con impossibilità a chiedere nuovamente la bocca.

PROCESSI DEGENERATIVI SU BASE ARTROSICA DEI CAPI ARTICOLARI

Sono processi di rimodellamento su base degenerativa dei capi articolari. Si accompagnano ad alterazioni del tragitto mandibolare di apertura e chiusura e a rumori di crepitio articolare.

APPROCCIO TERAPEUTICODELLE DISFUNZIONI TEMPORO MANDIBOLARI

L’approccio terapeutico delle disfunzioni temporo mandibolari si pone sempre come obiettivo la riarmonizzazione delle dinamiche funzionali dell’intero distretto cranio cervico mandibolare. Tale riarmonizzazione ridurrà il sovraccarico funzionale delle articolazioni consentendone la guarigione. A seconda dei casi si potrà intervenire con tecniche di manipolazione fisioterapica sei muscoli masticatori e delle articolazioni o con la correzione della relazione mandibolo cranica attraverso apparecchi simulatori di occlusione, detti ORTOTICI o RONMF. Nei casi più gravi è necessaria la collaborazione del chirurgo maxillo facciale per una correzione chirurgica del problema.