Cefalea Tensiva e bruxismo : qual’è la correlazione?

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La cefalea tensiva è una delle forme di mal di testa più comuni e può presentarsi in maniera occasionale oppure diventare un disturbo ricorrente, capace di interferire con le normali attività quotidiane.
In alcuni pazienti, la presenza di tensione muscolare a livello mandibolare, serramento dei denti o bruxismo può contribuire alla comparsa o al mantenimento della sintomatologia. Mandibola, articolazioni temporo-mandibolari e muscoli coinvolti nella masticazione fanno infatti parte di un sistema complesso che interagisce con le strutture muscolari del cranio, del collo e del distretto cervicale.

Per questo motivo, quando la cefalea tensiva si accompagna a dolore alla mandibola, rigidità dei muscoli del volto, difficoltà nell’apertura della bocca o bruxismo, può essere utile affiancare alla valutazione medica anche una valutazione gnatologica, così da individuare eventuali alterazioni funzionali dell’apparato stomatognatico.

 

Che cos’è la cefalea tensiva?

La cefalea tensiva è una tipologia di cefalea caratterizzata generalmente da un dolore di intensità lieve o moderata, percepito frequentemente su entrambi i lati della testa.
A differenza dell’emicrania, che può manifestarsi con un dolore pulsante, nausea e una forte sensibilità alla luce o ai rumori, la cefalea tensiva viene spesso descritta come una sorta di pressione continua: alcuni pazienti parlano della sensazione di avere una fascia stretta intorno alla testa. 

Il dolore può interessare la fronte, le tempie, la zona occipitale e, in alcuni casi, essere associato a una sensazione di rigidità nella zona cervicale.
La cefalea di tipo tensivo può comparire occasionalmente oppure presentarsi con maggiore frequenza.

Tra gli elementi che possono contribuire alla comparsa o all’aggravamento della sintomatologia possono rientrare periodi di particolare tensione emotiva, alterazioni del sonno e tensioni della muscolatura cervicale e cranio-facciale. In presenza di disturbi dell’area mandibolare può inoltre essere utile valutare il funzionamento delle articolazioni temporo-mandibolari, conosciute anche come ATM, e dei muscoli masticatori. Il coinvolgimento muscolare rappresenta infatti uno degli aspetti che possono creare un collegamento tra cefalea tensiva e mandibola.

 

Connessione tra cefalea tensiva e bruxismo

La relazione tra cefalea tensiva e bruxismo deve essere valutata attentamente perché non tutti i mal di testa sono provocati da un problema gnatologico e il bruxismo non rappresenta necessariamente la causa diretta della cefalea.
Esistono tuttavia situazioni nelle quali un’eccessiva attività dei muscoli della masticazione può contribuire al dolore della regione temporale, facciale e cervicale.
Durante il serramento dei denti vengono infatti sollecitati muscoli importanti come masseteri e temporali. Se l’attività muscolare è particolarmente intensa o prolungata, il paziente può avvertire una sensazione di affaticamento, rigidità o dolore.
Un esempio tipico è quello della persona che al risveglio avverte mal di testa alle tempie, mandibola stanca oppure una sensazione di tensione sui muscoli del volto.

L’apparato masticatorio, inoltre, non funziona come un sistema isolato. I muscoli mandibolari lavorano in stretta relazione con altre strutture muscolari del distretto cranio-cervicale.
Per questo motivo una condizione di iperattività muscolare può coinvolgere contemporaneamente mandibola, tempie, collo e spalle, generando una sintomatologia complessa che il paziente può percepire semplicemente come “mal di testa”.

La presenza contemporanea di cefalea, bruxismo e dolore mandibolare rappresenta quindi una situazione che merita una valutazione accurata, soprattutto quando gli episodi diventano frequenti.

 

Che cos’è il bruxismo?

Con il termine bruxismo si identifica un’attività dei muscoli masticatori che può manifestarsi attraverso il serramento o il digrignamento dei denti oppure mediante altre forme di attività mandibolare non legate alla normale masticazione.
Nelle persone che soffrono di bruxismo possono comparire sintomi quali dolore ai muscoli masticatori, affaticamento mandibolare, sensibilità dentale, disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare e dolore nella regione temporale.
In presenza di questi segnali è importante evitare soluzioni fai da te. Anche l’eventuale utilizzo di un bite per bruxismo dovrebbe essere valutato individualmente, perché il dispositivo deve rispondere alle reali caratteristiche funzionali del paziente e inserirsi all’interno di un percorso diagnostico adeguato.

 

Come curare la cefalea tensiva

Per capire come curare la cefalea tensiva è innanzitutto necessario individuarne correttamente le caratteristiche e distinguere questa condizione da altre forme di cefalea.
Il trattamento dipende dalla frequenza e dall’intensità degli episodi, dai fattori associati e dalle condizioni generali del paziente. Nei casi ricorrenti può essere utile tenere segnato quando compare il dolore, quanto dura e quali circostanze sembrano precederlo. 

Quando alla cefalea sono associate tensioni muscolari e problemi dell’apparato masticatorio, il percorso può comprendere anche una valutazione gnatologica. Lo scopo non è attribuire automaticamente il mal di testa alla mandibola, ma verificare l’eventuale presenza di fattori che possono contribuire alla sintomatologia.
In una valutazione di questo tipo possono essere analizzati il funzionamento delle articolazioni temporo-mandibolari, la mobilità della mandibola, il comportamento dei muscoli masticatori, la presenza di dolore miofasciale e gli eventuali segni compatibili con serramento o bruxismo. Quando viene riscontrata un’effettiva componente gnatologica, il trattamento viene stabilito sulla base delle caratteristiche individuali del paziente.
In determinati casi possono essere utilizzati dispositivi personalizzati, associati ad altre strategie riabilitative.

All’interno di un approccio di riabilitazione odontoiatrica neuro mio fasciale, particolare attenzione viene rivolta anche alla relazione tra mandibola, muscolatura cranio-cervicale e funzione dell’apparato stomatognatico, con l’obiettivo di individuare eventuali squilibri funzionali che possano partecipare al quadro doloroso. 

Non esiste quindi una terapia unica valida per ogni paziente: curare la cefalea tensiva significa prima di tutto comprenderne il quadro clinico e gli eventuali fattori associati.

 

A chi rivolgersi per curare la cefalea tensiva

In presenza di una cefalea tensiva frequente o persistente, è importante rivolgersi al medico per ottenere una corretta diagnosi ed escludere altre possibili forme di mal di testa o condizioni che richiedano approfondimenti specifici.
A seconda dei sintomi possono essere coinvolte diverse figure professionali, tra cui il medico di medicina generale, il neurologo e altri specialisti che si occupano delle cefalee.

Quando però il mal di testa è accompagnato da bruxismo, serramento dei denti, dolore mandibolare, tensione dei muscoli del viso, dolore alle tempie, limitazioni nei movimenti della mandibola o disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, può essere indicata anche una visita dallo gnatologo.
Lo gnatologo si occupa dello studio della funzione dell’apparato stomatognatico e delle relazioni esistenti tra denti, mandibola, articolazioni temporo-mandibolari e muscoli coinvolti nella masticazione.
Attraverso un’attenta valutazione clinica è possibile verificare se esiste una componente muscolare o temporo-mandibolare associata alla cefalea e, quando necessario, definire un percorso terapeutico personalizzato.
In particolare, un approccio di riabilitazione odontoiatrica neuro mio fasciale considera la funzione mandibolare all’interno di un sistema più ampio, valutando non soltanto l’occlusione dentale ma anche la risposta della muscolatura e le relazioni funzionali dell’area cranio-cervico-mandibolare.

 

La presenza contemporanea di cefalea e disturbi mandibolari non significa necessariamente che uno sia la causa dell’altro. Proprio per questo motivo è fondamentale partire da una diagnosi accurata e, quando necessario, adottare un approccio multidisciplinare.
Rivolgersi allo specialista permette quindi di comprendere se cefalea tensiva e bruxismo siano condizioni indipendenti oppure se la componente muscolare e temporo-mandibolare possa contribuire al mantenimento dei sintomi. Individuare questi aspetti rappresenta il primo passo per impostare un percorso terapeutico adeguato alle esigenze del singolo paziente.

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La Dott.ssa Paola Miglietta e lequipe dello studio Miglietta sono pronti ad aiutarti e seguirti nel percorso di cura.